Le tariffe postali
all'epoca della prima emissione

|Torna all'indice del sito| |Torna all'indice della prima emissione|
 
Dal 1° giugno 1817 al 1842 le tariffe erano stabilite in funzione del peso (espresso in lotti viennesi) e della distanza: vennero stabilite sette zone di distanza, a loro volta calcolate in funzione del numero di stazioni di posta intermedie, da un minimo di 3 (prima zona) ad un massimo di oltre 18 (settima zona).
Dal 1842 al 1843 venne abbandonato il sistema precedente ed introdotto un nuovo concetto di distanza, le due zone erano stabilite in funzione del reale percorso: fino a 10 miglia (prima zona) ed oltre tale distanza (seconda zona).
Dal 1843 al 1848
le distanza delle zone vennero raddoppiate: fino a 20 miglia per la prima zona ed oltre per la seconda.
Dal 1848 al 1849 le zone furono portate a tre: sotto le 10 miglia (prima zona), tra 10 e 20 miglia (seconda zona) ed oltre le 20 miglia (terza zona).
Dal 1849 all'aprile 1850 la seconda zona venne estesa fino alla distanza di 30 miglia.
Dall'aprile 1850 al 31 maggio 1850 la seconda zona fu nuovamente ristretta e portata tra le 10 e le 20 miglia.
Dal 1°giugno 1850, con l'entrata in uso dei francobolli della prima emissione di Lombardo Veneto, la Notificazione dell'Imperiale Regia Luogotenenza di Venezia, pubblicata con pubblico avviso il 31 maggio 1850, rendeva note le nuove regole relative al porto-lettere.
 

 

 
In esecuzione della Sovrana Risoluzione del 25 settembre 1849, emanata sopra proposta dell’Eccelso I. R. Ministero per il Commercio, l’Industria e le Opere pubbliche, dovranno a datare dal 1°. giugno 1850 in avanti andare in vigore le seguenti disposizioni relative alle tasse di porto-lettere e competenze accessorie, non che all’applicazione dei bolli da lettere.
§ 1. Tassa di porto. La tassa di porto per una lettera semplice importa:
  a) Nel circondario di distribuzione dell’ufficio postale di impostazione: . . . . . . . . .   Cent. 10
b) Per una distanza sino inclusivamente a 10 leghe: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .     »    15
c) Sino inclusivamente a 20 leghe:  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .     »    30
d) Oltre a 20 leghe: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .     »    45
§ 2. Lettera semplice. Una lettera semplice è quella che non oltrepassa il peso di un lotto viennese.
§ 3. Progressione della tassa secondo il peso. Per le lettere del peso oltre 1 lotto sino inclusivamente a 2 lotti viene esatta la tassa doppia; oltre a 2 sino a lotti 3, la tassa tripla di una lettera semplice, e così progressivamente.
§ 4. Indicazione delle spedizioni da parificarsi alle lettere. Ciò che vale per lettere nel senso più stretto della parola deve esser ritenuto valido pure riguardo a tutti gli altri oggetti che si possono spedire coi pacchi-lettere, come scritti, stampe, campioni e simili.
§ 5. Moderazione della tassa di porto. Per le spedizioni sotto fascia, se non contengono alcun che scritto,tranne l'indirizzo, la data e la firma, è da pagarsi all'atto dell'impostazione la competenza di soli cinque centesimi per ogni lotto senza riguardo alla distanza.
Per campioni di merci e mostre che vengono impostati in modo tale da rendere visibile che il contenuto si limiti a siffatti oggetti, va calcolato il porto di una lettera semplice per ogni due lotti.
A queste ultime spedizioni, qualora abbia ad essere applicata alle medesime l'anzidetta moderazione di porto, non deve essere attaccata che una lettera semplice, il cui peso sarà nel computo della tassa da comprendersi in quello dei campioni di merci e mostre. Le spedizioni di quest'ultima categoria non verranno però ammesse alla Posta-lettere, e non saranno trattate secondo le suindicate determinazioni se oltrepassassero il peso di 16 lotti.
§ 6. Lettere retrodate. Per il ritorno delle spedizioni di posta-lettere, che non possono essere ricapitate ai destinatarj non è da pagarsi un'apposita tassa.
§ 7. Tassa di raccomandazione. Gli oggetti che vengono impostati in raccomandazione (verso ricevuta d'impostazione) devono essere affrancati interamente, ed i mittenti ne dovranno corrispondere la tassa di raccomandazione in ragione di centesimi 15 per ogni singola spedizione diretta a paesi nel proprio circondario di distribuzione (Posta locale), ed in ragione di centesimi 30 per ogni altra spedizione.
§ 8. Ricevuta di ritorno. Venendo all'atto dell'impostazione chiesta la spedizione di una ricevuta di ritorno, vale a dire di una ricevuta che munita della firma del destinatario deve essere consegnata al mittente, ne dovrà quest'ultimo soddisfare all'atto dell'impostazione la tassa competente per una lettera semplice.
§ 9. Fogli di reclamo. I fogli di reclamo soggiacciono al pagamento anticipato della tassa di porto per una lettera semplice.
La spedizione senza pagamento di porto d'un foglio di reclamo può però essere domandata per parte del mittente.
  a) se il mittente rende ostensibile all'Ufficio postale una lettera del destinatario, giusta la quale l'oggetto impostato in raccomandazione non fosse pervenuto a quest'ultimo in un tempo in cui l'oggetto, stante il regolare andamento dei corsi postali, gli poteva esser ricapitato, oppure:
  b) se la pagata ricevuta di ritorno non è ancora ritornata nel tempo debito.
§ 10. Tassa di ricapito. Per il ricapito delle spedizione di posta-lettere nei luoghi ove non esistono dei porta-lettere stipendiati dallo Stato, è da corrispondersi la tassa di mezzo carantano mon. di conv. (cent. 3) per ogni pezza.
§ 11. Diritto di casella. Venendo le spedizioni sopra inchiesta del destinatario custodite in apposita casella presso l'Ufficio postale di distribuzione fino al ritiro delle medesime, sarà da pagarsi il diritto di casella di cinque centesimi per ogni pezza.
§ 12. Obbligo di affrancazione. Tutti gli oggetti di posta-lettere impostati nell’interno e destinati per l’interno devono essere affrancati.
§ 13. Affrancazione mediante bolli. Siffatta affrancazione, come pure il pagamento della tassa di raccomandazione, dovrà farsi mediante l’applicazione di bolli da lettere.
§ 14. Valore dei bolli d'affrancazione e vendita dei medesimi. I suddetti bolli sono segnati dei prezzi di 5, 10, 15, 30 e 45 centesimi, e precisamente quelli
di 5 centesimi di colore giallo
» 10        »       »     » nero
» 15        »       »     » rosso chiaro
» 30        »       »     » rosso bruno
» 45        »       »     » turchino
Dei medesimi potrà farsi acquisto presso tutti gl'II. RR. Uffici postali in ogni quantità verso pagamento dei relativi prezzi. Presso ciascun Ufficio postale fornito di diverse località sarà contraddistinto il locale destinato alla vendita dei bolli mediante un corrispondente affisso.
Fuori degli Uffici postali è per ora a nessuno permesso di smerciare i bolli da lettere.
§ 15. Applicazione dei bolli. L’impostante di un oggetto di posta-lettere dovrà attaccare sul suo indirizzo, alla metà del margine superiore, in modo sicuro e bagnando la materia tenace che si trova sulla parte rovescia del bollo, uno o più bolli quanti occorrono per ragguagliare col loro valore la tassa di affrancazione competente secondo la distanza ed il peso. La tassa di raccomandazione sarà da pagarsi dall’impostante col bollo di 30 centesimi da attaccarsi alla parte del suggello della lettera.
§ 16. Modo dell’impostazione. Gli oggetti sono da deporsi nelle cassette delle lettere; quelli però che si vogliono raccomandare devono essere consegnati agl’Impiegati postali, ai quali è da pagarsi in contante la tassa della ricevuta di ritorno nel caso che fosse richiesta.
§ 17. Affissione delle disposizioni sulla tariffa della posta-lettera e delle distinte dei paesi. Presso ogni Ufficio postale saranno affisse alla vista del pubblico le disposizioni sulla tariffa della posta-lettere, non che le distinte dei paesi che appartengono al proprio circondario di distribuzione, come pure di quelli che non distano più di 10 leghe, poi oltre 10 sino inclusivamente a 20 leghe.
Gli Uffici postali più importanti saranno provveduti di siffatte distinte a stampa per la vendita.
§ 18. Attaccamento eccezionale dei bolli da parte degl'Impiegati postali. In casi dubbiosi resta libero alle parti d'interrogare gli Uffici postali riguardo alla tassa competente da applicarsi e di far attaccare all'oggetto da spedirsi gli occorrenti bolli per cura degl'Impiegati postali, pagando in contanti il prezzo dei medesimi.
§ 19. Trattamento degli oggetti non debitamente affrancati. Gli oggetti rinvenuti nelle cassette delle lettere senza affrancazione, o non muniti dei bolli sufficienti per l'intera affrancazione, vengono bensì indilatamente spediti, prelevandosi però dal destinatario il mancante importo siccome porto postale, ed oltracciò una tassa addizionale di centesimi 15 per la lettera semplice, da aumentarsi secondo il peso.
Venendo gettato nella cassetta d'Ufficio un oggetto di posta-lettere per il quale trovasi contemplato il porto moderato di cui al § 5 senza alcun bollo da lettere, o munito di un bollo non sufficiente, rimane il medesimo privo del beneficio della moderazione del porto, e viene trattato come una lettera non affrancata oppure affrancata con tassa irregolare. Gli oggetti in raccomandazione non vengono accettati se non sono regolarmente affrancati.
§ 20. Eccezione. I dispacci delle Autorità e persone godenti la franchigia postale diretti a destinatarj tenuti al pagamento del porto vengono caricati soltanto della tassa competente senza la tassa addizionale.
§ 21. Procedimento in causa di ripetuto uso dei medesimi bolli. Gli Uffici postali imprimono in parte sui bolli attaccati agli oggetti impostati presso i medesimi il solito timbro postale dell'impostazione.
Gli oggetti con bolli che portano degl’indizj di uso già fattone vengono trattati siccome impostati senza affrancazione.
§ 22. Falsificazioni. Una falsificazione dei bolli da lettere viene ritenuta eguale a quella dei bolli da carta.
§ 23. Carteggio delle lettere coll’estero. Riguardo al carteggio delle lettere con l’estero rimangono per ora in vigore le vigenti disposizioni relative alle competenze di porto ed alla progressione del peso, restando ferma sia l'affrancazione mediante pagamento in contante, come la scelta libera fra l'affrancazione e non affrancazione.
La tassa di raccomandazione (§§ 13 e 15) è però anche per lettere dirette all'Estero da corrispondersi mediante l’applicazione di un bollo.
Segue la tabella delle tariffe del porto-lettere in base al peso ed alla distanza che si riproduce.
 
           
Per una migliore comprensione della tabella tariffaria, si ricorda che:
Peso: 1 lotto viennese corrispondeva a 17,5 grammi.
Distanza: 1 lega austriaca corrispondeva a 7,42 chilometri (le distanze tra le località erano misurate in linea retta).
Dal 1 ° novembre 1858 al 31 maggio 1864, con l'introduzione della nuova moneta (Österreichische Währung) e la sua svalutazione di circa il 5%, vennero introdotte le seguenti tariffe:
- stampati, circolari, sotto fascia senza nulla scritto: 2 soldi (2 kreuzer per l'Austria);
- lettere per città (indipendentemente dal peso): 3 soldi (3 kreuzer per l'Austria);
- lettere per la prima zona (fino a 10 miglia): 5 soldi (5 kreuzer per l'Austria);
- lettere per la seconda zona (da 10 a 20 miglia): 10 soldi (10 kreuzer per l'Austria);
- lettere per la terza zona (oltre 20 miglia): 15 cent. (15 kreuzer per l'Austria).
Ma questa è una storia che non interessa più la prima emissione.
 
|Torna all'indice del sito| |Torna all'indice della prima emissione|
Pagina aggiornata il 28 maggio 2013