Osservazioni sulla prima emissione
di Lombardo Veneto

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Nell'ambito del Lombardo Veneto e in particolare nello studio dei francobolli della prima emissione vi sono sviluppi sconosciuti alla maggior parte dei collezionisti e poco noti anche ai commercianti e ai periti. 
Dopo gli studi classici di Emilio Diena risalenti agli anni ’20, nel mondo austro-tedesco molti studiosi hanno continuato la loro opera di indagine, mentre nel panorama italiano non vi sono stati apporti significativi. A dire il vero, negli anni ’60 l’ingegner Pietro Provera, in una serie di articoli apparsi sulla rivista Filatelia, aveva tentato un aggiornamento complessivo sull’intera prima emissione sia nei valori in kreuzer sia in quelli in centesimi, ma l’opera rimase incompiuta, benché rappresenti l’ossatura del catalogo specializzato Sassone; infine in questi ultimi anni il dottor Bruno Lollis di Trieste, sulla rivista Vaccari Magazine ha redatto una serie di articoli molto interessanti e ricchi di immagini, che hanno cercato di dare una visione generale sistematica dell’emissione. Questi due interventi italiani si sono in parte giovati delle conoscenze dei molti lavori tedeschi come quelli di Huber, De Frank, Müller, etc.
Su sollecitazione di alcuni collezionisti incuriositi dalle informazioni in parte deducibili dagli articoli di questi due autori e dai cataloghi specializzati, vengo a portare il mio contributo sulla distinzione fra gli stemmi originali e rifatti.


 

 

 

 

 
 
La prima emissione del Lombardo Veneto, ancora dalle basilari distinzioni poste da Emilio Diena, è normalmente distinta in tre tipi ( anche se a tutti, e a Diena per primo, erano note le distinzioni di Legrand del 1875 che considerano questi tipi come varietà).
Il primo tipo è quello derivato dal punzone originale di Tautenhayn e stampato dal 1850 in poi; il secondo tipo presente solo per il 15 e il 45 centesimi e si identifica con le modifiche apposte al cartiglio contenente la cifra in centesimi; infine il terzo tipo, derivato dalla revisione e il rifacimento quasi completo dell’incisione originale.
Facile è identificare il 1° tipo soprattutto aiutandosi all’inizio con delle immagini tratte da delle prime tirature, dove il nitore della stampa permette di meglio vedere i segni più caratteristici.
Questa emissione, com’è noto, presenta alcuni segni caratteristici per ogni valore.
Evidenziamo qui a lato i principali per ciascun valore:
il 5 centesimi con la C unita alla E e la N unita alla T;
per il 10 centesimi la seconda E con il trattino in basso interrotto;
per il 15 centesimi con la seconda K simile ad una F;
il 30 centesimi con il 3 con la pallina inferiore ovalizzata;
il 45 centesimi con la cifra 45 spostata a destra vicino alla C.
In ogni caso lo stemma centrale è uguale per tutti e cinque i valori.
Il secondo tipo (anche se forse è erroneo, come abbiamo detto, chiamarlo così) si identifica per delle sostanziali differenze apportate al valore nel cartiglio dei centesimi.
Per 15 centesimi è noto che il Ministero non era contento dell’imperfezione KF e pertanto, quando abbastanza imprevedibilmente terminarono in fretta le scorte del 15 centesimi, si provvide a preparare un secondo tipo modificato.
Per l’occasione fu preso un modello del 10 centesimi a cui venne modificato il valore in 15.
Alcuni pochi esemplari così preparati furono usati alla fine del 1850 e all’inizio del 1851 per completare la seconda tavola, ancora in gran parte composta dai cliché dei primi tipi.
Nei primi mesi del 1851 venne predisposta la terza tavola completamente composta da secondi tipi con una tonalità di colore piuttosto chiara, generalmente definita rosa.
E’ questo un francobollo normalmente poco nitido di qualità modesta sul piano dell’incisione e della stampa, in particolare nella foggia della cifra 5 che lo rende facilmente distinguibile (vedi immagine sopra).
Per 45 centesimi, il secondo tipo è stato prodotto come un miglioramento del primo tipo, che di per sé era già un rifacimento, in quanto era stato approntato in tutta fretta nel maggio del 1850, quando un cambio di tariffa aveva costretto l’Amministrazione ad incenerire tutti i 60 centesimi già stampati ed a scalpellare 240 cliché del 30 centesimi per trasformarli in 45 centesimi. A sinistra si mostra un dettaglio dove si può notare un resto del 3 appartenente al precedente 30.
Qui sopra si mostra un dettaglio dove si può notare un resto del 3 appartenente al precedente 30.
Questo ha fatto sì che la prima tiratura del 45 non è mai molto nitida (come per gli altri esemplari) e che, seppur per minimi dettagli, la cifra 45 del 1° tipo si possa distinguere in almeno una decina di posizioni diverse!
Nel cosiddetto secondo tipo si provvide a fare un unico esemplare con la cifra ben centrata, dove il 5 ebbe il pallino leggermente più magro
ma mantenendo lo stemma originale. La stampa anche in questo caso è di qualità scadente e fu stampato presumibilmente nel 1851, anche se fu poi distribuito ed usato nel 1852.
La prima emissione del Lombardo Veneto mantenne sempre un carattere di provvisorietà e la stamperia di Auer, presso Vienna, spesso sperimentò delle variazioni. Quest’ultime riguardavano il modo con cui preparare i cliché, per esempio gli stereotipi induriti con metodo elettrogalvanico, il cambio della carta, il cambio della posizione delle croci di Sant’Andrea e la composizione delle tavole, variando lo spazio fra i francobolli.
Uno dei lavori di maggior impegno fu certamente quello di reincisione, intorno al 1852, dei clichès del 1850 che oramai davano immagini poco nitide a causa del logorio.
Si provvide perciò ad un profondo lavoro di rinnovamento per tutti i valori in centesimi e kreuzer tranne che per il 5 centesimi, di cui le scorte erano ancora più che sufficienti ad ottemperare le esigenze di questa tariffa speciale per gli stampati. Lo stemma rifatto del 5 centesimi fu comunque utilizzato dal 1866 per le ristampe ufficiali.
Per il 10 centesimi (immagine a destra) si migliorò la scritta chiudendo il trattino della seconda E e migliorando la cifra 0, lo stemma fu ripulito con una spazzola, probabilmente metallica, la puntinatura venne passata con un gesto orizzontale ed uno in diagonale come appare nei campi inferiori; inoltre venne ripassata la linea divisoria fra i due margini dello stemma.

 
Dall’osservazione di questi esemplari si può inoltre notare altre molte diversità nella posizione dei puntini e delle linee diagonali di spazzolatura che sono diverse nei vari campi dello stemma.
Qui sotto lo schema (che si avvale di un’immagine base tratta da una ristampa) per il 10 centesimi, ripulito secondo due direzioni di spazzolatura, una orizzontale e una diagonale per ogni campo.
 
Per il 15 centesimi si provvide a migliorare la scritta chiudendo il trattino della seconda E (come appariva in molti esemplari del 2° tipo) e migliorando la cifra 5, per lo stemma esso venne ripulito con un gesto orizzontale ed uno in diagonale; inoltre fu ripassata la linea divisoria fra i due margini dello stemma. La pulitura dello stemma avvenne secondo lo schema mostrato qui sotto.
 
           
Per il 30 centesimi si provvide a migliorare la cifra 3.
Lo stemma fu ripulito con un gesto orizzontale ed uno in diagonale.
Nel suo movimento lo spazzolino colpì anche le frange dei nastri che vennero modificate (vedi particolare nell'immagine a destra); tale dettaglio è più evidente sui cliché dei 30 centesimi ripuliti secondo tre direzioni, che sono stati stampati in modo molto più nitido.
Inoltre venne ripassata la linea divisoria fra i due margini dello stemma.
La pulitura dello stemma avvenne secondo lo schema riportato qui sotto.
 
 
Nel 45 centesimi lo stemma fu ripulito con un gesto orizzontale ed uno in diagonale e venne ripassata la linea divisoria fra i due margini dello stemma. In questo valore la direzione della ripulitura non è sempre evidente nei campi superiori, solo il piccolo campo tra le due aquile è sempre abbastanza palese.
            
In alcuni esemplari, in tutti i valori, è visibile anche l’incisione della spazzola sul collo della testa sinistra dell’aquila, come si vede (a destra) in questo 45 centesimi.
In seguito, la ripulitura secondo due direzioni non diede soddisfazione agli addetti alla stamperia, in quanto spesso i puntini si trasformavano a causa delle impurità di stampa in piccole linee. Si provvide allora ad un altro colpo di spazzola secondo una nuova direzione, diagonale incrociata ortogonalmente alla prima (solo in alcuni campi) ottenendo quindi alla fine una ripulitura secondo tre direzioni.
I puntini da romboidali assunsero così forme poligonali diverse e spesso irregolari.
Sono questi i francobolli con stemma rifatto con ripulitura secondo tre direzioni. Molto facile è riconoscere tale differenza nei 30 centesimi, come questo mostrato sotto.
In altri valori la cosa è certamente più laboriosa, la pulitura per di più non è stata eseguita in tutti i campi in tutti i valori. Questa è un’immagine elaborata dove si vedono i puntini di una pulitura a tre direzioni a confronto di una a due.
           
Per il 10 centesimi, il francobollo a tre direzioni risulta più frequente di quello a due direzioni. Per il 15 centesimi, il francobollo con lo stemma ripulito secondo tre direzioni è meno comune di quello a due direzioni:
           
           
Per il 30centesimi si può osservare ancora l’immagine precedente, dove lo stemma ripulito secondo le tre direzioni è più facile da trovare.
 
Infine per il 45 centesimi, probabilmente per la pastosità dell’inchiostro azzurro, trovare i francobolli con lo stemma ripulito secondo tre direzioni è più difficile.
 
           
Questo articolo nasce, com’è evidente, dallo studio della prima emissione ed anche dalla lettura dei molti lavori scritti sull’argomento.
Se la base delle conoscenze si sostiene sugli scritti di Hans Kropf, di Emilio Diena e di Edwin Mueller, bisogna ricordare che le prime osservazioni sulle ripuliture degli stemmi si devono a Philippe De Frank, che aveva osservato le prime incisure sul collo dell’aquila nel 30 centesimi già nel 1933.
Per quanto riguarda le direzioni di ripulitura dello stemma rifatto è impossibile ignorare la classificazione di Karl Huber e Josef Dirnberger del 1969, anche se essa a volte eccede in alcuni particolarismi che nel tempo sono stati ridimensionati.
Infine per lo studio delle direzioni di ripulitura nei vari campi dello stemma ci si è avvalsi di un’idea apparsa in un articolo di Felix Brunner del 1946.
Ringrazio fin da ora chi desideri collaborare, ampliare o meglio definire gli studi riguardanti questa o anche altra emissione dei francobolli del Lombardo Veneto.
di Massimiliano Ferroni
 
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Pagina aggiornata il 16 ottobre 2013