Tipi, sottotipi, tavole, composizioni:
un po' di nomenclatura

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Il lavoro di Emilio Diena sulla prima emissione di francobolli del Regno Lombardo Veneto, apparso in più puntate su "Il Corriere Filatelico" tra il 1923 ed il 1925, se è stato indubbiamente fondamentale per gli studi italiani su questa emissione, di contropartita ha fossilizzato la conoscenza, e soprattutto l'impostazione dei cataloghi italiani, senza consentire nuovi apporti e nuovi approfondimenti.
Quelle che Diena chiamava "varietà" e "sottovarietà", sono poi diventate "tipi" e "sottotipi" generando non poca confusione persino tra i cataloghi italiani: ad esempio, il "Catalogo Enciclopedico dei francobolli degli Antichi Stati Italiani 1850/1870" (Bolaffi) usava una nomenclatura diversa da quella adottata dal catalogo Sassone, oggi di fatto il catalogo di riferimento per gli Antichi Stati Italiani.
In Austria invece gli studi su questa emissione sono sempre stati attivi, i ricercatori non si sono mai fermati nel considerare ipotesi, teorie, molte delle quali poi hanno potuto avere un riscontro puntuale.
Crediamo quindi giusto fare riferimento alla tradizione austriaca nel suddividere i francobolli della prima emissione in Tipi, sottotipi, tavole, eccetera, una distinzione senz'altro più razionale (ed alla fine anche più semplice e lineare).
I tipi
Il tipo è indicato con cifre romane: I, II e III Tipo.
Il I Tipo.
I francobolli stampati con cliché provenienti direttamente dalle matrici secondarie originali senza alcun ritocco vengono classificati come I Tipo e loro caratteristica comune e principale è lo stemma originario. 
Per il 45 centesimi, valore preparato in ritardo a seguito dell’accordo con l’Impero Germanico, i cliché furono preparati sostituendo in un considerevole gruppo di cliché la cifra 30 con un 45. 
Le posizioni di tali cifre in questo I Tipo sono diverse le une dalle altre essendo state sostituite manualmente.
Il II Tipo.
Il II Tipo è caratterizzato sempre dallo stemma originario e da qualche modifica della scritta CENTES oppure nel valore.
Nella prima emissione del Lombardo Veneto solo due valori hanno il II Tipo: si tratta del 15 e del 45 centesimi.
Per il 15 centesimi ad un certo punto la qualità della stampa non appagava più i vari operatori della Imperiale Regia Stamperia di Vienna in quanto le matrici secondarie erano logore come pure lo stereotipo primario; pertanto furono preparate delle nuove matrici secondarie usando come stereotipo primario un cliché del 10 centesimi al quale la cifra era stata sostituita con un 15.
Per il 45 centesimi, invece, le matrici secondarie furono preparate usando come stereotipo primario un cliché del 45 dove la cifra era stata ben allineata alla parola CENTES.
Il III Tipo.
Nel III Tipo le modifiche coinvolgono quasi tutte le parti del disegno, caratteristica principale e comune a tutti i valori è lo stemma rifatto o stemma ripulito.
La ripulitura dello stemma avvenne secondo due o tre direzioni, come è ben spiegato in questo approfondimento del dott. Massimiliano Ferroni.
Sono stati ritoccati oltre lo stemma anche gli ornati ed i motivi floreali, praticamente tutte quelle parti che con la pressione della stampa si erano alterate: sono state rifatte le incisioni dei puntini (riducendone il diametro - si noti sotto la zampa destra dell'aquila i puntini orizzontali e staccati nel III Tipo anziché inclinati e spesso uniti nel I e II Tipo), è stata ripulita l’aquila, sono state ritoccate le foglie di palma che contornano lo scudo ed è stata rinforzata la linea bianca sotto la cornice dello scudo.
Qui sotto mostriamo alcuni elementi caratteristici.

 
Nei I Tipi (in alto) i puntini vicini al bordo inferiore sinistro dello scudo seguono la curvatura della linea di bordo (n. 1); nei III Tipi (in basso) essi sono rettilinei (n. 1). Nel I tipo (in alto) la separazione tra la cornice dello scudo e le foglie di palma è quasi inesistente (n. 2), nei III Tipi (in basso) è rinforzata (n. 2). Nei I Tipi (in alto) i tre puntini sotto la zampa dell'aquila (n. 1) sono inclinati e spesso uniti; nei III Tipi (in basso) essi sono orizzontali e separati (n.1). Nel I Tipo (in alto) la separazione tra la cornice dello scudo e le foglie di palma è quasi inesistente (n. 2), nei III Tipi (in basso) è rinforzata e più visibile (n. 2). Alcuni ritocchi sull'ornato di un III Tipo (in basso) a confronto con un I Tipo (in alto). I ritocchi non sono uguali su tutti i III Tipi: ad esempio la voluta a "V" rovesciata in basso perde la punta solo nei III Tipi del 15 e 30 centesimi; la fogliolina vicina si apre solo nei III Tipi del 10, 15 e 30 centesimi.
Nel 30 centesimi la parte finale del nastro di sinistra sotto la corona termina in modo differente nel III Tipo (in basso) rispetto all'originario I Tipo (in alto). Sempre nel 30 centesimi III Tipo (in basso) non è infrequente vedere il collo della testa dell'aquila di sinistra "martoriato" da delle intaccature (qui segnalate in blu) che non ci sono nel I Tipo (in alto).
Questo tipo è presente in tutti i valori tranne che nel 5 centesimi poiché di questo valore risultarono sufficienti i valori stampati con il cliché del I Tipo.
In generale si sottolinea che lo sfondo (con i puntini) era unico per tutti i francobolli del I e II Tipo, dunque la posizione dei puntini era la stessa, mentre nei francobolli ritoccati del III Tipo lo sfondo e la posizione dei puntini è diversa valore per valore (vennero cioè ritoccati 10 matrici secondarie utilizzate poi per creare le nuove matrici).
Le date più antiche segnalate per i III Tipi sono:
15 centesimi: 7 marzo 1853 (Sassone e Vaccari);
30 centesimi: 18 aprile 1853 (Sassone), 18 maggio 1853 (Vaccari);
45 centesimi: 21 gennaio 1855 (Sassone e Vaccari);
10 centesimi: 4 luglio 1857 - Treviso (Vaccari e M. Ferroni - M. Serone); 5 luglio 1857 (Sassone).
           
I Sottotipi
Il sottotipo è individuato con le lettere minuscole dell'alfabeto: Sottotipo a, b e c.
Tutte le modifiche che non riguardano il rifacimento dello stemma o delle cifre del valore danno luogo a dei Sottotipi.
In genere si tratta di modifiche dettate da migliorie, come ad esempio il rifacimento della seconda E di "CENTES" del 10 e 15 "CENTES" o forse casuali come i sottotipi del 15 centesimi III Tipo che si si suppone possano essersi generati nelle matrici secondarie.
           
Le Tavole
La tavola è individuata con le cifre arabe per i francobolli stampati su carta a mano: Tavola 1, 2, 3... ecc. e con le lettere maiuscole dell'alfabeto per quelli stampati su carta a macchina: A e B.
E’ un insieme di francobolli aventi tutti le stesse caratteristiche.
Per i francobolli dell’Impero d’Austria e del Lombardo Veneto si parla di una nuova tavola quando cambiano le caratteristiche di una parte o di tutti i cliché di stampa.
       
La composizione tipografica
E’ un insieme di cliché, spazi tipografici, interspazi, ecc. che il tipografo prepara per un ciclo di stampa: finita la stampa la composizione può esser riposta ordinatamente o alla rinfusa.
Se conservata ordinatamente, in caso di riutilizzo basterà trasferirla sul piano della macchina di stampa; se invece sarà stata riposta alla rinfusa bisognerà ricomporla.
In entrambi i casi i francobolli stampati con queste due composizioni tipografiche apparterranno alla stessa tavola dal momento che i cliché sono gli stessi, anche se sono stati disposti in posizioni diverse.
E' stato infatti dimostrato che molti cliché hanno occupato parecchie posizioni durante il corso della loro esistenza. Ne consegue che si sono potute avere diverse composizioni con francobolli della stessa tavola ed è impossibile stabilire quante sono state.
           
In sintesi...
In sintesi pensiamo possa essere utile ricapitolare quanto sopra esposto applicandolo concretamente ai francobolli della prima emissione di Lombardo Veneto.
 
5 centesimi    
Carta a mano Tipo I Tavola unica
     
10 centesimi    
Carta a mano Tipo Ia e Ib Tavola unica
Carta a macchina Tipo III Tavole A e B
     
15 centesimi    
Carta a mano Tipo I, IIa, IIb, IIIa, IIIb, IIIc e IIIb/c Tavole 1, 2, 3, 4, 5 e 6
Carta a mano a coste verticali Tipo I,IIa e IIb  
Carta a mano vergata Tipo IIIa, IIIb, IIIc e IIIb/c  
Carta a macchina Tipo IIIa, IIIb, IIIc e IIIb/c Tavole A e B
     
30 centesimi    
Carta a mano Tipo I e III Tavole 1, 2 e 3
Carta a mano a coste verticali Tipo I  
Carta a macchina Tipo III Tavole A e B
     
45 centesimi    
Carta a mano Tipo I, II e III Tavole 1, 2, 3 e 4
Carta a mano a coste verticali Tipo I  
Carta a macchina Tipo III Tavole A e B
 
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Pagina aggiornata il 6 maggio 2014