Un piccolo glossario
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Auer Ritter von Welsbach, Alois
E' nato a Wels (nello Oberösterreich) nel 1813 ed è morto a Hietzing (presso Vienna) nel 1869.
Lo ricordiamo qui come direttore, dal 1841 al 1864, dell'Imperiale Regia Stamperia di Corte e di Stato che stampò i primi francobolli d'Austria (ed ancora oggi li stampa).
La sua carriera era in realtà iniziata a 24 anni come professore di italiano in un ginnasio di Linz.
Viaggiò molto e questo gli permise di imparare molte altre lingue.
Durante quei viaggi la sua curiosità lo spinse a conoscere, studiare ed approfondire le tecniche tipografiche.
Una volta direttore dell'Imperiale Regia Stamperia (a soli 28 anni) diede un forte impulso alla produzione dei caratteri ornamentali e diversi da quelli latini: la tipografia viennese, sotto la direzione di Auer, aveva a disposizione, ad esempio, set completi di caratteri etiopici, aramaici, birmani, giapponesi, siamesi, cambogiani, siriaci, turchi e perfino etruschi antichi ed era in grado di stampare 500 differenti dialetti europei e ben oltre 150 lingue del mondo.
Tra le numerose innovazioni sono da ricordare l'ideazione di un nuovo torchio automatico ad alta velocità e di uno calcografico, la stampa di libri che incorporavano riproduzioni fotografiche (lui stesso fece sperimentazioni nel campo fotografico); inoltre nel 1848 Auer brevettò una macchina da stampa in continuo che consentiva di stampare giornali da una bobina di carta: fu la progenitrice di quel metodo di stampa che cinque anni più tardi perfezionò l'americano William Bullock.
La sua passione per le scienze naturali lo indusse ad inventare nel 1853 un metodo del tutto nuovo che poteva applicarsi nei libri di botanica. Lo chiamò "Naturselbstdruck" (che si può tradurre come "auto stampa naturale"): consisteva in un procedimento che impiegava elementi naturali, come rocce, vegetali, foglie,  che venivano impressi direttamente su placche di piombo o di gomma per essere successivamente riprodotti.
Auer voleva in questo modo stampare a costi ridotti e con un più fedele risultato le immagini per erbari e opere di storia naturale che diventavano, nelle sue intenzioni, degli "künstlerisch-wissenschaftliche Objekte" (oggetti artistico-scientifici). Henry Bradbury utilizzò una tecnica simile nel 1855 per stampare il suo "The Ferns of Great Britain and Ireland".
Troviamo una traccia di questo procedimento non nei francobolli, bensì nelle prime marche da bollo austriache.
Sotto la guida di Auer l'Imperiale Regia Stamperia di Corte e di Stato di Vienna divenne forse il più grande stabilimento tipografico d'Europa.
Nel 1860, per i meriti ed i servizi resi, Auer fu premiato con il titolo di Cavaliere di Welsbach.
Concluse la sua carriera come direttore dell'Imperiale Regia Fabbrica di Porcellane: anche in questo ruolo si distinse per le innovazioni che riuscì a portare nel processo produttivo di questi manufatti.
   
Cliché
Placchetta metallica in rilievo che serve, in tipografia, per stampare numerose copie.
Nel cliché la parte in rilievo (che rappresenta specularmente l'immagine da stampare) riceve l'inchiostro da un rullo inchiostratore.
La successiva pressione sulla carta che vi viene posta sopra, trasferendo l'inchiostro sulla superficie della carta, riproduce il disegno originario.
Curiosità: la parola cliché è un termine onomatopeico che imita il suono prodotto dalla matrice quando colpisce il metallo fuso nel procedimento di duplicazione dei cliché.
   
Composizione tipografica
E' quella che, una volta assemblata, dà origine alla forma tipografica.
E' l'insieme di linee di caratteri, di interlinee, di spazi tipografici, cunei eccetera che alla fine passerà nella macchina tipografica.
Nel caso che ci interessa (i francobolli) non avremo linee di testo come in un libro, bensì i cliché con le vignette dei francobolli, le croci di Sant'Andrea, spazi tipografici, cunei eccetera.
Una volta eseguita una tiratura, la composizione poteva essere smontata (per ragioni di spazio, ma anche per procedere alla pulizia dei vari elementi).
Nel momento in cui sarà richiesta una nuova tiratura di quel francobollo, si deve ricomporre la forma. Può essere che i cliché (sempre quelli della precedente tiratura) siano cambiati di posto, siano stati sostituiti degli spazi tipografici per cambiare la distanza tra francobollo e francobollo, sia stato sostituito qualche cliché di francobollo rotto o usurato con altri dello stesso tipo: in questo caso per noi filatelici ci sarà una nuova composizione, ma non una nuova tavola (i cliché infatti sono sempre con le stesse caratteristiche).
Per un approfondimento vedi anche questa pagina.
   
Un francobollo costolato visto a luce radente.
Costolatura
Si tratta di un procedimento estraneo alla fabbricazione della carta, applicato sui fogli di francobolli già stampati che sono così anche chiamati "a coste verticali".
La mancanza di riscontri d'archivio non ci consente di affermare con certezza né i motivi per cui fu eseguito, né il modo con cui venne realizzato.
Emilio Diena ipotizzò, ancora negli anni Venti del Novecento, che si trattasse di un procedimento volto ad evidenziare tentativi di frodi postali, come la cancellazione di annulli poco visibili per permettere il riutilizzo dei francobolli. La costolatura sarebbe stata applicata «...a mezzo di un cilindro metallico col quale si sarebbe esercitata sui fogli una forte pressione».
In tempi più recenti (2004) il dott. Bruno Lollis precisava che i fogli venivano fatti passare «...fra due rulli rigati caldi».
Ultimamente gli specialisti ritengono più plausibile pensare a rulli di legno duro, probabilmente legno di bosso.
L'ing. Edwin Müller giustificava questo procedimento come atto ad agevolare l'asciugatura dei fogli bagnati ed inoltre riteneva che sarebbe stato ottenuto sottoponendo a pressione i fogli sotto una lastra rigata.
In realtà non sappiamo perché fu fatta la costolatura dei fogli e possiamo solo formulare delle ipotesi, più o meno attendibili (e ce ne sarebbero anche che si possono formulare); fatto sta che questi francobolli esistono.
La costolatura sui francobolli (stampati su carta a mano) apparve nel gennaio 1851. Interessò anche i francobolli per giornali "Mercurio azzurro" emesso il 1° gennaio di quell'anno, stampato su carta a macchina.
Il procedimento fu abbandonato in quanto spesso causava pieghe nei fogli stampati, oppure la costolatura riusciva debole e parziale; inoltre allungava i tempi di produzione.
Oltre ad una parte della produzione del francobollo per giornali e dei 2, 3 e 6 kreuzer d'Austria, troviamo costolati alcuni francobolli della prima emissione del Lombardo Veneto: il 15 centesimi I e II Tipo della Tavola 2, il 30 centesimi I Tipo, Tavola 1, il 45 centesimi I Tipo, seconda composizione.
La carta costolata è chiamata anche geripptes Papier (tedesco), ribbed paper (inglese) e papier côtélé (francese).
   
Côtélé
Vedi Costolatura.
   
 
 
     
I cinque francobolli-tipo della prima emissione di Lombardo Veneto con decalco macchina.
 
Un decalco d'appoggio.
Decalco
Il decalco è una stampa speculare del francobollo visibile al verso.
I decalchi si possono distinguere in due tipi, ma noi ne aggiungiamo un terzo, che in realtà non è un decalco, ma molto spesso viene considerato tale o confuso con un decalco:
- decalco macchina;
- decalco d'appoggio;
- decalco per trasudazione.
Il decalco macchina si ottiene quando la macchina da stampa compie un giro completo senza il foglio di carta. La tavola si stampava così sulla maestra. Se non veniva pulita in tempo, i fogli successivi ricevevano la stampa davanti, dalla tavola, e dietro dall'inchiostro ancora fresco che si era depositato sulla maestra. Continuando a stampare, il decalco diventava sempre più leggero fino a scomparire, avendo assorbito tutto l'inchiostro depositatosi sulla maestra.
Il decalco macchina si riconosce per essere perfettamente coincidente con la stampa regolare al recto.
Il decalco d'appoggio avveniva quando un foglio andava a posarsi su un foglio appena stampato. Un garzone infatti aveva il compito di inserire un foglio separatore sul foglio appena stampato, prima che se ne posasse un altro, proprio per evitare che quest'ultimo si sporcasse. Se non era abbastanza rapido a farlo, il foglio già stampato assorbiva dell'inchiostro ancora fresco dal foglio stampato appena prima.
Il decalco d'appoggio si riconosce per non essere perfettamente coincidente con la stampa regolare al recto.
Il decalco per trasudazione non è un decalco in senso stretto. Avviene soprattutto con carte molto sottili (carta seta o carta "pelure") e con inchiostri particolarmente fluidi. L'inchiostro trasuda attraverso le fibre della carta fino a affiorare sul retro del francobollo.
Questo pseudo decalco è riconoscibile, con una buona lente, non presentando pigmenti d'inchiostro stampati sul verso, ma solo pigmenti che sono passati attraverso la porosità della carta. Il solo fatto di essere alla presenza di carte particolarmente sottili deve già insospettire che non si tratti di un vero decalco.
Questi decalchi possono coesistere tra di loro: un francobollo con un decalco macchina e un decalco d'appoggio non è sicuramente comune.
   
 
Due cliché che presentano due identici difetti: rottura della cornice a sinistra e grande macchia di colore sullo stemma.
Difetti di stampa
I difetti di stampa si possono classificare in due categorie.
La prima comprende i difetti occasionali, e correttamente dovrebbe chiamarsi "difetti di stampa".
Essa comprende difetti di vario genere, come, ad esempio, l'interposizione momentanea di corpi estranei durante il processo di stampa che genera macchie o falle di colore. Evidentemente nel momento in cui viene tolta la causa che li ha generati, i difetti scompaiono.
Nell'altra categoria sono compresi i difetti permanenti e dovrebbero essere chiamati "difetti di cliché": dipendono, ad esempio, da rotture che può aver subito il cliché durante un ciclo di stampa, o durante le operazioni di pulizia della forma di stampa, per cadute accidentali del cliché, eccetera.
Spesso queste rotture danneggiano permanentemente gli elementi più fini e delicati del cliché, o maggiormente esposti a colpi e vibrazioni, come i contorni e gli angoli della cornice della vignetta, gli ornati, eccetera.
Possono poi esistere difetti semipermanenti quando corpi estranei, come ad esempio accumulo di sporcizia o di grumi di colore sul cliché, producono un certo numero significativo di stampe difettose. In questo caso, in genere al termine della tiratura, con la pulizia dei cliché, la causa che ha originato il difetto viene rimossa.
Proprio per questi motivi, per stabilire se ci si trova davanti ad un difetto occasionale o permanente, bisogna possedere come minimo due francobolli stampati con il medesimo cliché che presentano lo stesso identico difetto.
   
Eckdruck
Letteralmente significa "stampa d'angolo" o "pressione angolare".
E' un fenomeno simile al Randdruck e si manifesta come un ispessimento della cornice della vignetta tanto lateralmente (destra o sinistra), quanto in alto o in basso.
 
Eckdruck in alto e a sinistra.
 
L'origine è la stessa: l'appoggio del foglio di carta sul bordo della composizione dove riceve una pressione più marcata.
Interessa il francobollo posto sull'angolo del foglio.
E' molto più infrequente rispetto al Randdruck.
   
Elettrotipo
Si tratta di cliché ottenuti per elettrolisi: su una matrice secondaria, funzionante da catodo, si fa affluire del ferro in diluizione elettrolitica.
Il sottile strato di ferro, che riproduce perfettamente i rilievi della vignetta, viene rinforzato con una colata di zinco fuso.
Il procedimento fu in uso, per la produzione di francobolli della prima emissione, dal 1852.
Il vantaggio dell'elettrotipo, rispetto allo stereotipo in lega di stampa, è la maggiore resistenza all'usura.
   
Evidente "foulage" visto a luce radente al verso di una coppia di francobolli della prima emissione di Lombardo Veneto.
Foulage
In filatelia con foulage si indica l'effetto della pressione, in una stampa tipografica, del cliché sul foglio di carta al momento della stampa.
E' visibile al verso del francobollo.
In realtà, quando il tipografo ha lavorato bene, non si dovrebbe scorgere, almeno ad occhio nudo, alcun effetto di foulage. Quando però la macchina di stampa è stata mal regolata, o vi è stato un taccheggio non eseguito a regola d'arte, può capitare che la pressione del cliché sul foglio sia esagerata al punto da schiacciare la carta e lasciare impresso in rilievo al verso la sua impronta.
Questo è capitato, nei francobolli di Lombardo Veneto, soprattutto durante la stampa della Tavola 5 del 15 centesimi III Tipo della prima emissione. Ma anche in altre tavole, ed in altri valori, saltuariamente si può trovare traccia di foulage al verso.
   
Geripptes Papier
Vedi Costolatura.
   
A sinistra un carattere senza grazie ("sans sérif"), a destra con grazie (evidenziate).
Grazia
Termine tipografico che indica degli allungamenti, delle volute, all'estremità dei caratteri.
In origine le grazie non avevano una funzione estetica di abbellimento del carattere, ma rispondevano ad una esigenza pratica: nascono con il "lapidario romano" inciso su pietra o marmo; all'epoca era difficile con lo scalpello chiudere le aste delle lettere con un angolo retto o acuto e così si ricorse ad allungare le parti terminali con delle linee che poi assunsero forme diverse.
Con la nascita dei caratteri mobili e nei secoli successivi le grazie assunsero uno scopo ornamentale e oggi si ritiene (anche se l'opinione è in parte contestata) che agevolino la lettura soprattutto nei testi stampati.
A lato si mostrano due caratteri: il primo senza grazie, detto anche "bastoncino", il secondo con grazie (evidenziate con cerchietti).
In francese la grazia è chiamata sèrif, e di conseguenza i caratteri senza grazia sono chiamati sans sérif: questi due termini sono entrati nell'uso internazionale (in inglese, ad esempio, sono detti rispettivamente serif fonts e sans-serif).
Nei francobolli in uso nel Lombardo Veneto sono stati impiegati entrambi i tipi di caratteri: con grazie sono le scritte sui francobolli della prima emissione, alcuni (2 e 15 soldi) della seconda, i francobolli per giornali tipo "Mercurio", quelli del 1861 e del 1863 ed i segnatasse per giornali; senza grazie tutti gli altri.
 
Caratteri con grazie su francobolli in uso in Lombardo Veneto. Caratteri senza grazie su francobolli in uso in Lombardo Veneto.
   
Herz, Johannes Jakob
Nato a Lemberg nel 1809, fu ispettore postale nella Bassa Austria (Niederösterreich).
Può considerarsi a buon diritto il padre dei primi francobolli d'Austria, dei quali studiò tutte le problematiche introducendo anche delle novità assolute.
Non si occupò solo dell'emissione dei francobolli, ma complessivamente ti tutta la riforma postale.
Raccontò la sua esperienza in una relazione che venne pubblicata a Vienna nel 1851: "Die Post-Reform im deutsch-österreichischen Postvereine".
   
Hohldruck
Termine tedesco (letteralmente "stampa vuota") che in italiano sta ad indicare la stampa secca, o stampa povera, di un francobollo stampato su carta a macchina.
E' causato dalla scarsa inchiostrazione della tavola da stampa.
Si nota meglio osservando in particolare la cifra del valore e la scritta "CENTES."
   
Matrice
Rappresentano il cliché in positivo rispetto all'immagine che verrà stampata (e quindi in negativo rispetto al cliché): le parti che resteranno bianche sono sporgenti, quelle che riceveranno l'inchiostro sono incavate.
Secondo il procedimento che viene seguito, possono esserci:
- matrici primarie (impresse su rame) per ottenere degli stereotipi primari, sui quali effettuare inserimenti (ad esempio il valore) o ritocchi.
- matrici secondarie dalle quali ricavare i cliché.
   
Un punti di registro ingrandito.
Punto di registro
Ai margini dei fogli, verso l'esterno, si possono trovare in determinate posizioni dei piccoli forellini: vengono chiamati punti di registro.
La particolarità di questi fori (che ne garantisce anche l'originalità) è di avere i bordi sporchi del colore con cui era stato stampato il francobollo.
Non è del tutto certa la funzione di questi piccolissimi buchetti. Emilio Diena scriveva nel marzo 1924 che erano stati provocati dagli «aghi di registro che si usano per lavori di stampa molto accurati» e spiegava la presenza di tracce di colore con il fatto che «...gli aghi ricevevano l'inchiostro da stampa».
L'ipotesi è di per sé plausibile, tuttavia, fino a quando non si chiarirà con certezza quale sia stato il tipo di macchina che ha stampato questi francobolli, poco si può dire di sicuro sul motivo della presenza di questi forellini che sicuramente sono stati causati da aghi, o punte di chiodo, fissati in punti determinati che ricevevano casualmente dell'inchiostro di stampa.
Per un approfondimento vedi anche questa pagina.
   
Punzone
Nella stampa tipografica è il disegno inciso direttamente dall'incisore su acciaio che viene successivamente indurito.
Il punzone originario serve per ricavare le matrici primarie dalle quali, per passaggi successivi, si ottengono i cliché necessari per la composizione di una tavola da stampa.
   
Randdruck a destra.
Randdruck
In italiano è anche detto "stampa marginale", ma sempre più spesso viene usato comunemente il termine tedesco.
E' una particolarità di stampa (in realtà un difetto di stampa) più o meno evidente riscontrabile sugli esemplari collocati suo bordi della tavola, a destra o a sinistra.
La composizione, stretta nel serraforma, una volta inchiostrata passa a ricevere la carta.
Il primo contatto che ha il foglio è con la fila di cliché posta sul bordo della composizione. La cornice della vignetta del cliché (sulla quale inoltre, data la sua posizione sul bordo, ha ricevuto in precedenza il passaggio laterale dei rulli inchiostratori) rappresenta una specie di scalino su cui si appoggia il foglio di carta che in questo modo riceve un'inchiostrazione più marcata a causa di una maggiore pressione in quel punto.
Il risultato è che il francobollo presenta un bordo, destro o sinistro, ispessito.
   
Recto
Nel francobollo è il lato dove è stampata la vignetta. Il suo contrario è il verso.
   
Sottotipo
I Tipi si possono suddividere in sottotipi, quando hanno subito delle piccole modifiche che riguardano in genere il cartiglio inferiore con il valore.
Possono essere casuali (la "0" aperta o chiusa del 10 centesimi) o volute (la seconda "E" di "CENTES." del II Tipo del 15 centesimi rifatta).
Per un approfondimento vedi anche questa pagina.
   
Stampa marginale
Vedi Randdruck.
   
Stampa povera
Vedi Hohldrucke.
   
Stampa secca
Vedi Hohldrucke.
   
Stereotipo
Dall'unione delle due parole greche "stereos" (duro, solido") e "typos" (impronta, immagine) In origine il termine, coniato da Firmin Didot (1764-1836), stava ad indicare un metodo di sua invenzione per la duplicazione dei cliché e di composizioni tipografiche per mezzo di un cartone speciale che veniva pressato sul cliché, ricevendone l'impronta che poi veniva riempita con la lega tipografica.
Di fatto, nell'arte tipografica, è divenuto sinonimo di cliché.
   
Stereotipo indurito
E' un normale stereotipo indurito superficialmente per mezzo elettrogalvanico. In questo modo risultava ricoperto di un sottile strato ferroso che lo rendeva più resistente.
Questo metodo, nella preparazione dei francobolli della prima emissione, fu in uso all'incirca dalla metà del 1854 a metà 1855.
   
Stritzl, Peter
Il nome completo era Peter Rudolf Friedrich Freiherr Stritzl von Artstatt, nato in Austria nel 1898.
Dopo aver servito l'Imperiale Regia Marina austriaca, intraprese studi tecnici a Vienna fino a laurearsi in ingegneria elettrotecnica.
Dopo aver svolto varie attività connesse ai suoi studi, nel 1930 si trasferì a Londra come direttore della filiale britannica della AEG AG. e nel 1939 ottenne la naturalizzazione inglese.
Oltre a numerose pubblicazione tecniche connesse alla sua attività professionale, lo ricordiamo qui per i suoi studi filatelici, in particolare gli approfondimenti sui francobolli della prima emissione di Austria e di Lombardo Veneto.
   
Taccheggio
In tipografia il taccheggio è un'operazione che si fa all'avvio della stampa.
Nelle operazioni di avviamento della macchina si controlla l'uniformità della pressione sulla superficie di stampa accertandosi che la superficie stampante della forma sia allo stesso livello in tutti i suoi punti.
Per far questo si stampa un foglio di prova che dopo viene esaminato: si osserva sul retro se i caratteri o i cliché hanno lasciato un'impronta eccessiva (segnale di troppa pressione) e davanti se la stampa risulta uniforme o piuttosto non ci siano invece delle aree evanescenti non ben stampate.
Per ovviare ai ribassamenti della tavola di stampa (zone poco inchiostrate) si ritagliano dei pezzi di carta di forma adeguata e si applicano sul foglio per dare un maggiore spessore (per togliere pressione invece si asportano dei pezzi di carta dalle zone corrispondenti). Si ripete la prova e si apportano eventuali ulteriori aggiustamenti fin quando la stampa risulta di una pressione uniforme.
Il foglio dei taccheggi, protetto, resta sulla maestra.
Nei francobolli di Lombardo Veneto (e Austria) si parla di taccheggi soprattutto in relazione alla prima emissione del 1850.
Da subito i cliché realizzati in lega tipografica dimostrarono di usurarsi presto: dopo le prime tirature ci fu un decadimento naturale dei cliché sottoposti a continue frequenti nuove tirature dei francobolli per sopperire alle aumentate esigenze del servizio postale. Le stampe risultarono via via sempre più confuse e lo stemma asburgico divenne di difficile riconoscibilità.
Per cercare di dare maggiore evidenza all'aquila bicipite dello stemma, si prepararono dei taccheggi: vennero ritagliate su carta 240 sagome dell'aquila asburgica ed incollate sul foglio di maestra in perfetta coincidenza con le aquile della composizione tipografica.
In questo modo si creava un maggiore spessore in modo che il processo di stampa agisse con maggiore pressione in quegli specifici punti.
Il risultato fu di avere nello stemma dei francobolli le aquile maggiormente impresse. Quei francobolli sono chiamati dai collezionisti "con aquiletta in risalto".
Successivamente si pensò di estendere il taccheggio all'intero stemma (procedendo nello stesso modo con i taccheggi) ottenendo così francobolli "con stemma in risalto".
   
Tautenhayn, Hermann
Nato nel 1810 e morto nel 1885, incise per l'Imperiale Regia Stamperia di Corte e di Stato di Vienna il punzone originario che servì per produrre nel 1850 i cliché della prima emissione di francobolli austriaci.
Apparteneva ad una famiglia viennese di artisti, tra questi: il figlio Josef (1837-1911) medaglista e scultore ed i figli di quest'ultimo, Josef junior (1868-1962) che ricalcò la carriera del padre nella scultura e nella medaglistica e Karl Hermann (1871-1949) che fu musicista e suonò con un quartetto che da lui prese il nome nei principali teatri europei e degli Stati Uniti.
   
Tavola
Il significato che si dà a questa parola parlando di francobolli è un po' diverso dal significato che ha in gergo tipografico, dove la tavola è piuttosto più assimilabile alla forma di stampa.
Noi qui ci riferiamo ad un insieme di cliché che hanno determinate caratteristiche.
Quando cambiano, tutte o in parte, abbiamo una nuova tavola, come è stato per la Tavola I del 15 centesimi I Tipo allorché furono sostituiti una quindicina di cliché logori con altrettanti del II Tipo. Ma questa nuova tavola (la seconda, detta anche "tavola mista) resterà sempre la Tavola 2 anche quando saranno proseguite le sostituzioni di cliché logori, sempre con quelli del II Tipo.
Il concetto di tavola non è da confondere, almeno in gergo filatelico, con la composizione tipografica: per noi filatelici possiamo avere due diverse composizioni per la stessa tavola.
I tipografi ci perdonino!
(Per un approfondimento vedi anche questa pagina).
   
Tête-bêche
Deriva dall'erroneo posizionamento di un cliché capovolto rispetto agli altri nella composizione: una volta stampata, la coppia di francobolli tra di loro invertiti viene detta appunto tête-bêche (testa-piedi).
Nei francobolli di Lombardo Veneto è nota solo nella controstampa del 5 centesimi della prima emissione.
Nei francobolli austriaci, paralleli a quelli di Lombardo Veneto, è nota un'unica coppia tête-bêche del 2 kreuzer giallo "Aquiletta" (dentellata 9½) su frammento annullato a Trieste il 22 giugno.
   
Tipo
Alcuni francobolli di Lombardo Veneto, appartenenti alla prima ed alla seconda emissione, differiscono tra loro per alcuni particolari.
Si tratta in realtà di rifacimenti totali o parziali del cliché originale.
Seguendo le regole di catalogazione della scuola austriaca introdotte da P. F. de Franck, in questo lavoro distinguiamo i diversi "Tipi" secondo questo criterio:
Per la prima emissione (1° giugno 1850):
I Tipo: i francobolli stampati con il cliché originario (tutti i valori);
II Tipo: i francobolli stampati con un cliché che ha avuto dei rifacimenti nell'indicazione del valore e la parola "CENTES." (lo troviamo solo nel 15 e 45 centesimi);
III Tipo: i francobolli stampati con un cliché che ha avuto il rifacimento (o ripulitura) soprattutto della vignetta centrale (lo troviamo in tutti i valori, escluso il 5 centesimi).
Per la seconda emissione (° novembre 1858):
I Tipo: francobolli stampati con il cliché originario (tutti i valori);
II Tipo: francobolli stampati con un cliché che ha subito dei ritocchi/rifacimenti (tutti i valori).
Il 3 soldi verde del 1862 costituisce un caso a parte: sotto un certo profilo, esistendo in una sola versione, dovrebbe definirsi del I e unico tipo. Di fatto però venne utilizzato il cliché del II Tipo usato per stampare il 3 soldi nero.
Anche le analoghe emissioni austriache contemplano differenti Tipi, ma non c'è corrispondenza tra Tipi e Sottotipi austriaci e quelli di Lombardo Veneto.
Per un approfondimento vedi anche questa pagina.
   
  Verso
E' il lato del francobollo opposto al recto, cioè a quello della vignetta, dove in genere era applicata la gomma.
 
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Pagina aggiornata il 23 gennaio 2014