45 centesimi II Tipo
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45 centesimi, II Tipo, Tavola 2
carta a mano
           
Certamente i responsabili dell'Imperiale Regia Tipografia di Vienna non dovettero essere molto soddisfatti della riuscita del francobollo da 45 centesimi I Tipo, predisposto nell'emergenza di dover allestire in tutta fretta un valore che non era stato previsto.
Abbiamo già raccontato come erano stati ottenuti i cliché ricavandoli da quelli del 30 centesimi I Tipo.
Non c'era solo da sistemare l'allineamento delle cifre del valore: probabilmente molti cliché si erano rotti, indeboliti dall'operazione di trapanatura per consentire l'inserimento del nuovo valore «45», forse addirittura il numero dei cliché integri non arrivava più ai 240 necessari per la composizione di una nuova Tavola.
Così, quando fu il momento di pensare ad un nuovo approvvigionamento di questo valore, si decise di rifare le matrici secondarie. Come stereotipo primario venne ancora scelto uno del 30 centesimi I Tipo dove il valore «30» fu scalpellato con maggior cura e le cifre «4» e «5» furono inserite ben allineate con la scritta «CENTES» e centrate nello spazio a disposizione all'interno del cartiglio.
Nessun intervento interessò il resto del disegno, per cui ancora ritroviamo lo stemma originario, la rottura della parte sinistra del giglio centrale sulla corona, le quattro lineette che disegnano le frange sul nastro di destra della corona, la microrottura sul filetto della cornice della vignetta a sinistra, l'ingrossamento della linea del cartiglio tra il valore e la scritta «CENTES», la «S» unita alla voluta a «V», la voluta a «V» sovrastante lunga e appuntita: tutti elementi di cui abbiamo parlato trattando del 30 centesimi I Tipo e del 45 centesimi I Tipo, alle cui rispettive pagine rimandiamo.
Invece riportiamo di seguito gli elementi che caratterizzano il cliché del II Tipo, utili per distinguerlo da quello del III Tipo.
           
Il valore «45» è ben centrato nello spazio tra il bordo del cartiglio e la scritta «CENTES» (la distanza tra la cifra «5» e la lettera «C» è costante di mm. 0,60).
Il valore «45» è allineato con la scritta «CENTES».
Queste caratteristiche si ritrovano anche nel 45 centesimi III Tipo.
Il pallino con cui termina la cifra «5» non è rotondo come nel I Tipo, ma ovalizzato.
Questa caratteristica si ritrova anche nel 45 centesimi III Tipo.
Sul lato sinistro della voluta a «V» sopra la cifra «4» di «45» è presente un piccolo ingrossamento che sembra un puntino.
Le sue dimensioni possono essere più piccole, o più grandi, di quello mostrato, dipendendo dall'inchiostrazione e dall'usura del cliché.
Questa caratteristica si ritrova anche nel 45 centesimi III Tipo.
           
I tre puntini sotto la zampa che regge il globo (a destra nello stemma) sono disposti secondo una linea inclinata ed a volte sono uniti.
Questa caratteristica, comune con il 45 centesimi I Tipo, differenzia il II Tipo dal III Tipo, dove invece questi puntini sono disposti secondo una linea orizzontale (e sono separati).
La prima data d'uso nota del francobollo da 45 centesimi II Tipo è il 18 febbraio 1852 (fonte: Vaccari e Sassone). Venne stampato su carta a mano con un'unica tavola che conteneva esclusivamente stereotipi del II Tipo.
Come per tutti i francobolli del Regno Lombardo Veneto, non si è in grado di conoscere quanti francobolli del 45 centesimi II Tipo siano stati stampati (oltretutto si tratta di un dato che veniva considerato un segreto di Stato). L'ing. Pietro Provera ha stimato che la tiratura complessiva del francobollo da 45 centesimi (I e II Tipo, III Tipo su carta a mano e su carta a macchina) sia stata di circa 16.825.000 pezzi e si azzarda a quantificare in quasi 3.930.000 pezzi quelli del II Tipo.
Il francobollo da 45 centesimi serviva per l'affrancatura delle lettere semplici di primo porto con destinazione verso una località posta ad una distanza oltre le 20 leghe (148,4 chilometri), oppure di una lettera di terzo porto con una destinazione entro le 10 leghe (74,2 chilometri).
I colori con cui venne stampato questo francobollo (secondo il Catalogo Sassone 2014) sono, nell'ordine con cui li elenca:
- azzurro ardesia
- azzurro verdastro
- azzurro verdastro scuro
Cessò la sua validità il 31 dicembre 1858.
 
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Pagina aggiornata il 23 febbraio 2015