45 centesimi I Tipo
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45 centesimi, I Tipo, Tavola 1
carta a mano
           
Per comprendere meglio la tipologia del francobollo da 45 centesimi I Tipo, potrà risultare utile una piccola digressione storica che chiarisce la genesi di questo francobollo.
I francobolli della prima emissione di Lombardo Veneto erano la conseguenza del decreto dell'Imperatore Francesco Giuseppe del 25 settembre 1849 con il quale veniva autorizzata la riscossione della tassa per il porto delle lettere mediante «bolli franchi da lettera» dal 1° giugno 1850.
A quel tempo in Austria la tariffa per rendere franca una lettera sulla distanza maggiore (oltre le 20 leghe, cioè oltre 148,4 Km.) era stabilita in 12 kreuzer (60 centesimi in Lombardo Veneto). Cosicché il 5 febbraio 1850 fu ordinata alla Imperiale e Regia Stamperia di Vienna la stampa, fra l'altro, di un milione di francobolli da 12 kreuzer e, per il più modesto Lombardo Veneto, 500.000 francobolli da 60 centesimi.
Questi francobolli risultarono già stampati quando venne stabilito di portare la «tassa di porto» per le lunghe distanze da 12 a 9 kreuzer (da 60 a 45 centesimi per il Lombardo Veneto).
I francobolli già stampati con la vecchia tariffa vennero successivamente distrutti, ma intanto si poneva il problema di dover "inventare" dei nuovi cliché con la tariffa aggiornata.
La strada seguita fu simile per i valori in kreuzer e per quelli in centesimi (qui ovviamente ci limitiamo a trattare di quelli in centesimi per il Lombardo Veneto).
Vennero usati più di 240 cliché del 30 centesimi I Tipo ai quali venne rimossa la cifra «30», probabilmente con scalpellatura, furono trapanati e quindi vennero inserite le cifre «4» e «5» per formare il nuovo importo «45». Tutto fu fatto manualmente, cliché per cliché.
Ci si potrebbe chiedere perché si ricorse ai cliché del 30 centesimi e non di altri valori. L'esercizio è forse un po' accademico, e si rimane nel campo delle ipotesi, però intanto possiamo osservare che il 60 centesimi (del quale conosciamo solo le ristampe ufficiali, in quanto tutti gli esemplari stampati vennero distrutti) presentava un difetto nella scritta «KKPOST» (seconda «K» simile ad una «F»); nel 15 centesimi poteva essere sostituita facilmente la cifra «1» di «15» con un «4», ma il cliché presentava lo stesso macroscopico difetto del 60 centesimi; il 10 centesimi aveva la scritta «CENTES» difettosa e nel 5 centesimi, nonostante il valore fosse rappresentato da una sola cifra, mancava lo spazio per l'inserimento del «4» davanti al «5» già presente. Così, per esclusione, rimaneva solo il 30 centesimi (dove la rottura del giglio centrale della corona poteva passare inosservata).
Riportiamo di seguito le principali caratteristiche del cliché del 45 centesimi I Tipo: possono risultare utili per identificare, in casi dubbi, le falsificazioni e, soprattutto, per distinguere questo cliché da quelli del II e del III Tipo.
           
La parte sinistra del giglio centrale della corona risulta rotta.
Troviamo questa caratteristica anche nei cliché di tutti i tipi del 30 centesimi dal quale il 45 centesimi deriva.
Le quattro lineette all'estremità destra del nastro che si diparte dalla corona, che rappresentano le frange del nastro, sono oblique con la stessa inclinazione del nastro del quale costituiscono la prosecuzione.
Troviamo questa caratteristica anche nel cliché del 30 centesimi I Tipo, dal quale il 45 centesimi deriva.
Sul lato sinistro, la sottile linea interna della cornice cornice presenta una interruzione a circa un terzo dell'altezza, partendo dal basso. Tale interruzione non è sempre ben visibile, dipendendo dall'inchiostrazione e dall'usura del cliché.
Troviamo questa caratteristica anche nei cliché di tutti i tipi del 30 centesimi dal quale il 45 centesimi deriva.
           
Come in tutti i tipi del 30 centesimi, dal quale questo cliché deriva, la linea sottile all'interno del cartiglio con il valore presenta un ispessimento tra la cifra «5» di «45» e la lettera «C» di «CENTES».
Inoltre, caratteristica solo del 45 centesimi I Tipo è la pallina terminale della cifra «5» rotonda (negli altri tipi del 45 centesimi si presenta ovalizzata, quasi come una virgola rovescia).
La grazia superiore della «S» di «CENTES» è unita alla voluta a «V» interna al cartiglio del valore. La curva superiore della «S» presenta spesso (dipende dall'usura del cliché e dall'inchiostrazione) una rottura che la spezza. Questa caratteristica è comune con i cliché del 30 centesimi dal quale il 45 centesimi deriva.
La voluta a «V» rovesciata inferiore destra della cornice dello stemma è lunga, alta e appuntita. Alla sinistra di questa voluta è visibile una fogliolina che è completa e chiusa sulla punta: anche queste sono caratteristiche comuni con il 30 centesimi I Tipo (ma non per il III Tipo), e con gli altri tipi del 45 centesimi.
           
Fin qui abbiamo visto soprattutto gli elementi che dimostrano la derivazione del 45 centesimi I Tipo da un cliché del 30 centesimi (oltre naturalmente alla caratteristica della pallina terminale della cifra «5» rotonda che identifica inequivocabilmente il I Tipo dagli altri 45 centesimi).
In generale viene detto che, per distinguere il I Tipo dagli altri (II e III Tipo), si deve guardare proprio alle cifre che compongono il nuovo valore «45» che non sono allineate con le lettere della parola «CENTES» e non sono centrate orizzontalmente nello spazio tra la cornice sinistra del cartiglio e la lettera «C» di «CENTES» (sono spostate verso destra).
Questo è vero, ma si può dire qualcosa di più.
E' evidente che la trasformazione del 30 centesimi in 45 centesimi su oltre 240 cliché eseguita manualmente cliché per cliché ha dato luogo a differenze su ogni esemplare.
Prima di tutto la rimozione delle cifre «3» e «0» ha lasciato spesso delle conseguenze: scalpellando la cifra «3» a volte è rimasto qualche frammento aderente alla voluta a «V» del cartiglio (ricordiamo che la cifra «3» nel 30 centesimi era unita al cartiglio in quel punto).
Inoltre scalpellando la cifra «0» a volte si è intaccata a sinistra la «C» di «CENTES».
Si mostrano qui sotto alcuni esempi dove la cifra «3» non è stata scalpellata completamente ed una immagine dove l'azione dello scalpello ha intaccato il lato sinistro della «C» di «CENTES».
Le cifre «45» sono spostate verso la scritta «CENTES» ed allineate più in basso.
           
           
           

 

Osservando il valore «45» si può notare che nei diversi francobolli esso si può presentare spostato in alto, oppure in basso fino a lambire la linea inferiore del cartiglio.
Ma c'è di più: il «4» ed il «5» sono spesso disallineati fra di loro.
In pratica, stando alle osservazioni del dott. Massimiliano Ferroni pubblicate nel numero 49 di Vaccari Magazine (articolo citato in bibliografia), si possono verificare sei possibili combinazioni limite:
- «45» tutto in basso
- «45» tutto in alto
- «5» in basso
- «5» in alto
- «4» in basso
- «4» in alto.
Si rilevano inoltre dei differenti posizionamenti dell'intero valore «45», che troviamo spostato a sinistra oppure a destra: si rilevano dalla distanza del «5» dalla lettera «C»; anche in questo caso sono interessanti le distanze estreme, la massima distanza («45» spostato a sinistra) e, seppure con minore interesse, la minima distanza («45» spostato a destra).
A titolo di esempio si mostrano di seguito alcuni di questi disallineamenti (non sono estremi, ma rendono l'idea sul discorso fatto).
           
Il «5» è spostato in basso verso la cornice inferiore. Il «4» è più basso del «5» ed è vicino alla cornice inferiore. Il «4» è spostato in alto verso la cornice superiore.
           
Il «45» è spostato in alto verso la cornice superiore. Il «45» è molto vicino alla «C» di «CENTES» (mm. 0,11). Il «45» è molto lontano dalla «C» di «CENTES» (la cosiddetta "massima distanza", mm. 0,69). 
           
L'intervento di sostituzione delle cifre, avvenuto artigianalmente, non diede luogo solamente ai difetti sopradescritti.
Esaminando il comportamento nel tempo di un singolo cliché, gli studiosi si sono accorti che nel corso della stampa sono avvenuti degli spostamenti, le cifre si sono mosse!
Nel suo studio, il dott. Ferroni spiega questo fenomeno con il fatto che i caratteri erano stati inseriti a cuneo trapanando il cliché dove prima c'era la cifra «30»; le vibrazioni subite dalla tavola durante la stampa, i colpi che riceveva dal rullo inchiostratore e forse anche le operazioni di pulizia dei cliché, hanno potuto provocare dei movimenti che hanno alterato l'allineamento delle cifre.
Qui a destra riproduciamo, con il permesso dell'Autore, uno schizzo eseguito dal dott. Ferroni ad illustrazione del suo studio che esemplifica il modo con cui potrebbero essere stati inseriti i caratteri nei cliché con il «30» trapanato.
Mostriamo qui sotto un esempio proprio con il cliché della "massima distanza": prima in un momento della sua vita quando la distanza tra il valore «45» e la «C» di «CENTES» è vicina ai mm. 0,7, poi quando il cliché era ormai giunto al suo stadio terminale con il «45» che si è mosso, spostandosi sulla destra e avvicinandosi così (mm. 0,38) alla lettera «C».
Che si tratti dello stesso cliché è comprovato dagli stessi identici difetti (tra cui, quello più clamoroso, è la falla bianca vicino all'angolo superiore destro). Si può notare l'area attorno alla cifra «45» devastata, forse perché indebolita dall'operazione di trapanatura del cliché per permettere l'inserimento delle cifre. Ma, ed usiamo il condizionale perché sarebbero necessari ulteriori riscontri, potrebbe essere la conseguenza di un altro movimento che hanno avuto le cifre, oltre ai quelli descritti sopra: un sollevamento dei caratteri, sempre causato dalle vibrazioni subite durante le stampe, che sporgendo hanno impresso il numero con più forza impedendo la completa inchiostrazione dell'area circostante.
   
Uno schizzo con cui il dott. Ferroni mostra il possibile sistema di inserimento del nuovo valore sui cliché del 30 centesimi e che spiegherebbe i movimenti delle cifre durante la stampa. 
 Il cliché della "massima distanza" con le cifre «45» a mm. 0,69 dalla «C». Nel tempo, nello stesso cliché, le cifre «45» si sono avvicinate alla «C» portandosi a mm. 0,38.
           
Il francobollo da 45 centesimi I Tipo venne emesso il 1° giugno 1850 ed è conosciuto usato nel suo primo giorno di emissione. Venne stampato su carta a mano con un'unica tavola che conteneva esclusivamente cliché del I Tipo.
Nel 1851, per ragioni che non sono conosciute, lo troviamo anche su carta a mano che veniva costolata dopo la stampa (prima data nota, 1° luglio 1851).
Come per tutti i francobolli del Regno Lombardo Veneto, non si è in grado di conoscere quanti francobolli del 45 centesimi I Tipo siano stati stampati (oltretutto si tratta di un dato che veniva considerato un segreto di Stato). L'ing. Pietro Provera ha stimato che la tiratura complessiva del francobollo da 45 centesimi (I e II Tipo, III Tipo su carta a mano e su carta a macchina) sia stata di circa 16.825.000 pezzi e si azzarda a quantificare in poco più di 3.900.000 quelli del I Tipo.
Il francobollo da 45 centesimi serviva per l'affrancatura delle lettere semplici di primo porto con destinazione verso una località posta ad una distanza oltre le 20 leghe (148,4 chilometri), oppure di una lettera di terzo porto con una destinazione entro le 10 leghe (74,2 chilometri).
I colori con cui venne stampato questo francobollo (secondo il Catalogo Sassone 1014) sono, nell'ordine con cui li elenca:
- azzurro chiaro (prima tiratura)
- celeste (prima tiratura)
- azzurro (sui costolati)
- azzurro chiaro
- azzurro scuro (anche sui costolati)
- azzurro ardesia (anche sui costolati)
- ardesia
Cessò la sua validità il 31 dicembre 1858.
 
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Pagina aggiornata il 16 febbraio 2015