30 centesimi III Tipo
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30 centesimi, III Tipo, Tavola 2
carta a mano
30 centesimi, III Tipo, Tavola 3
carta a mano
30 centesimi, III Tipo, Tavola A
carta a macchina
           
30 centesimi, III Tipo, Tavola B
carta a macchina
           
Il modo più rapido per individuare lo stemma dei francobolli del III Tipo: i tre puntini sotto la zampa dell'aquila sono orizzontali e separati tra loro (nello stemma originario sono uniti e disposti secondo una linea inclinata). Da notare la riga bianca ben definita di separazione delle foglie dallo stemma.
   
L'usura dei cliché della I Tavola rese necessaria la preparazione di nuovi. L'imperiale Regia Stamperia di Vienna cercò di migliorare l'aspetto complessivo della vignetta con dei ritocchi.
La parte più interessata da questo intervento, effettuato forse nel 1852, sebbene i primi francobolli stampati risultino essere stati usati nel 1853, fu l'area puntinata dello stemma attorno all'aquila bicipite: furono ripassati, con una spazzola metallica o con un bulino, gli spazi tra i puntini con un andamento orizzontale ed un altro diagonale con la conseguenza che i puntini risultano un po' più piccoli. Si noti, ad esempio, sotto la zampa destra dell'aquila i puntini orizzontali e staccati, mentre nel tipo precedente erano posti su una linea inclinata e quasi sempre uniti; fu rinforzata la linea bianca sulla cornice dello scudo in modo che le foglie che lo circondano ora risultano più staccate; qualche colpo di bulino, volontario o involontario, venne dato anche agli ornati.
E' stato fatto notare che in certi casi la ripulitura dello scudo avvenne ripassando lo scudo secondo tre direzioni (una orizzontale e due diagonali) come è ben spiegato in questo approfondimento del dott. Massimiliano Ferroni.
I francobolli della prima emissione di Lombardo Veneto con lo stemma ripulito vengono definiti, seguendo le regole di catalogazione della scuola austriaca introdotte da P. F. de Franck che noi qui seguiamo (ma che i cataloghi italiani non seguono) del III Tipo.
Pertanto riportiamo di seguito le principali caratteristiche del cliché del 30 centesimi III Tipo: possono risultare utili per identificare, in casi dubbi, le falsificazioni e, soprattutto, per distinguere questo cliché da quelli del I Tipo.
Derivando da un cliché del I Tipo, alcune caratteristiche sono comuni a quelle del I Tipo.
 
Come nel I Tipo, il giglio centrale della corona risulta rotto a sinistra. Le frange all'estremità destra del nastro che si diparte dalla corona, che nel I Tipo sono rappresentate da quattro lineette che hanno la stessa direzione del nastro, sono interrotte da alcuni tratti incisi perpendicolarmente. Come nel I Tipo, sul alto sinistro. la sottile linea interna della cornice presenta un'interruzione a circa un terzo dell'altezza, partendo dal basso. Tale interruzione non è sempre visibile, dipendendo dall'usura e dall'inchiostrazione del cliché.
           
La cifra «3» di «30» termina nella parte inferiore con un pallino (nel I Tipo invece termina con un ovale).
In alto si nota che la cifra «3» tocca l'ornato: ma mentre nel I Tipo il punto di contatto è largo circa 8 decimi di millimetro (cosiddetta "attaccatura larga"), nel III Tipo l'area di contatto è ridotta di meno della metà (circa 3-4 decimi di millimetro, la cosiddetta "attaccatura stretta").
Come nel I Tipo, la linea sottile all'interno del cartiglio con il valore presenta un ispessimento tra la cifra «0» di «30» e la lettera «C» di «CENTES». Come nel I Tipo, la grazia superiore della «S» di «CENTES» è unita alla voluta a «V» interna al cartiglio del valore.
A differenza del I Tipo, la voluta a «V» rovesciata inferiore destra della cornice dello stemma risulta accorciata (nel I Tipo è lunga e appuntita).
La fogliolina alla sua sinistra e rappresentata da un segmento di linea retta (nel I Tipo la fogliolina è completa e chiusa nella punta).
           
Con il cliché del 30 centesimi III Tipo vennero allestite differenti tavole: la 2 e la 3 stampate su carta a mano; la A e la B stampate su carta a macchina.
Tavola 2
E' formata da cliché ottenuti per elettrolisi (i cosiddetti elettrotipi). Il cliché è stato ripulito nella puntinatura dello stemma secondo due direzioni.
Nonostante non fosse la prima volta che venivano usati gli elettrotipi, il risultato stampato risulta abbastanza deludente: la stampa infatti piuttosto confusa, "pasticciata", con tanti "sporchi" di colore non solo nei particolari minuti, ma a volte anche nelle lettere.
La prima data attualmente nota per questo francobollo è il 18 aprile 1853 (fonte: Sassone).
I colori della Tavola 2 codificati dal Catalogo Sassone 2014 sono:
- bruno scuro
- bruno grigiastro
- bruno rossiccio
Tavola 3
E' formata da normali cliché tipografici che sono stati poi induriti elettroliticamente: il sottile strato di ferro superficiale rende più resistente il cliché e la stampa risulta più nitida. Secondo la maggioranza degli studiosi e cultori dei francobolli della prima emissione di Lombardo Veneto, sono considerati i meglio riusciti.
Il cliché è stato ripulito secondo nella puntinatura dello stemma secondo tre direzioni: i puntini risultano più piccoli e più regolari rispetto alla Tavola 2.
Nella Tavola 3 non è infrequente imbattersi in esemplari dove la cifra «0» di «30» è incompleta nella parte inferiore, tanto da poter ipotizzare che si possa trattare di un sottotipo. La carta a mano impiegata per la stampa di questa tavola è in genere spessa e rugosa.
La prima data attualmente nota per questo francobollo è il 3 ottobre 1854 (fonte: Sassone e Vaccari).
I colori della tavola 3 codificati dal Catalogo Sassone 2014 sono:
- bruno lillaceo
- bruno lillaceo chiaro
- bruno cioccolato
Non sempre è agevole distinguere la Tavola 2 dalla 3: paradossalmente può aiutare la diversa tonalità del colore bruno.
           
La ripulitura secondo le due direzioni evidenziata nei quattro quadranti dello stemma (in rosso i tre puntini che caratterizzano tutti gli stemmi ripuliti). 
La ripulitura secondo le tre direzioni evidenziata nei quattro quadranti dello stemma (in rosso i tre puntini che caratterizzano tutti gli stemmi ripuliti).
E' palese come i puntini siano più piccoli e regolari.
           
Ricordiamo che, come detto sopra, le Tavole 2 e 3 furono stampate su carta a mano. Successivamente venne impiegata la carta a macchina con la quale vennero stampate le Tavole che denominiamo A e B.
Tavola A
La Tavola A è formata da cliché che derivano dalle matrici con cui era stata ricavata la Tavola 3.
I cliché tuttavia vennero ricavati elettroliticamente (elettrotipi) e non in lega tipografica indurita successivamente con il metodo elettrogalvanico: una procedura che fu abbandonata forse perché troppo costosa.
Derivando dalla Tavola 3, conservano la ripulitura dello stemma secondo tre direzioni.
Tavola B
La tavola B, composta anch'essa da elettrotipi, presenta invece tutte le caratteristiche della Tavola 2 e quindi anche la ripulitura dello stemma secondo due direzioni.
I colori con cui sono stati stampati i francobolli da 30 centesimi III Tipo su carta a macchina, codificati dal Catalogo Sassone 2014, sono:
- bruno
- bruno rossiccio
- bruno grigiastro
- grigio bruno (stampa povera)
La prima data attualmente nota per i francobolli stampati su carta a macchina è il 1° febbraio 1855 (fonte: Vaccari; altri, Sassone e Lollis, l'8 maggio 1855).
Come per tutti i francobolli del Regno Lombardo Veneto, non si è in grado di conoscere quanti francobolli del 30 centesimi III Tipo siano stati stampati (oltretutto si tratta di un dato che veniva considerato un segreto di Stato). L'ing. Pietro Provera ha stimato che la tiratura complessiva del francobollo da 30 centesimi (I e III Tipo, sia su carta a mano che macchina) sia stata di circa 17.035.000 pezzi e si azzarda a quantificare in poco meno di 9 milioni quelli stampati su carta a macchina.
Il valore da 30 centesimi serviva per l'affrancatura delle lettere semplici di primo porto con destinazione verso una località posta ad una distanza compresa tra le 10 e le 20 leghe (tra 74,2 e 148,4 chilometri), delle lettere di doppio porto con una destinazione entro le 10 leghe (74,2 Km.) ovvero per assolvere la tassa di raccomandazione.
Cessò la sua validità il 31 dicembre 1858.
 
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Pagina aggiornata il 27 gennaio 2015