30 centesimi I Tipo
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30 centesimi, I Tipo, Tavola unica
carta a mano
           
Questo francobollo, emesso il 1° giugno 1850, è conosciuto nel suo primo giorno di emissione.
Venne stampato con un'unica tavola che, ovviamente, conteneva esclusivamente cliché del I Tipo.
Riportiamo di seguito le principali caratteristiche del cliché del 30 centesimi I Tipo: possono risultare utili ad identificare, in casi di dubbi, le falsificazioni e, soprattutto, a distinguere questo cliché da quelli del III Tipo. Inoltre alcuni elementi distintivi dimostrano la derivazione del cliché del 45 centesimi I Tipo da questo.
           
La parte sinistra del giglio centrale della corona risulta rotta.
Troviamo questa caratteristica, comune a tutti i tipi del 30 centesimi, anche nel cliché del 45 centesimi che da questo deriva.
Le quattro lineette all'estremità destra del nastro che si diparte dalla corona, che rappresentano le frange del nastro, sono oblique con la stessa inclinazione del nastro del quale costituiscono la prosecuzione.
Troviamo questa caratteristica anche nel cliché del 45 centesimi che da questo deriva, ma non nel 30 centesimi III Tipo.
Sul lato sinistro, la linea sottile interna della cornice presenta una interruzione a circa un terzo dell'altezza, partendo dal basso. Tale interruzione non è sempre ben visibile, dipendendo dall'inchiostrazione e dall'usura del cliché.
Troviamo questa caratteristica, comune a tutti i tipi del 30 centesimi, anche nel cliché del 45 centesimi che da questo deriva.
         
La cifra «3» di «30» termina nella parte inferiore con un ovale, anziché con un pallino rotondo. In realtà si è trattato di un difetto in fase di preparazione della matrice: un piccolo corpo metallico estraneo è stato fuso assieme al pallino della cifra «3». Si nota bene nelle prime tirature che il carattere «3» terminava con il pallino (immagine in alto); con l'usura dei cliché ha assunto la forma di ovale (immagine piccola).
Questa caratteristica interessa solo il 30 centesimi I Tipo.
In alto si nota che la cifra «3» è unita all'ornato: il punto di contatto è largo circa 8 decimi di millimetro (cosiddetta "attaccatura larga"); nel III Tipo invece l'area di contatto è ridotta di circa la metà (cosiddetta "attaccatura stretta").
La linea sottile all'interno del cartiglio con il valore presenta un ispessimento tra la cifra «0» di «30» e la lettera «C» di «CENTES».
Troviamo questa caratteristica, comune a tutti i tipi del 30 centesimi, anche nel cliché del 45 centesimi che da questo deriva.
La grazia superiore della «S» è unita alla voluta a «V» interna al cartiglio del valore. Questa caratteristica è comune a tutti i tipi del 30 centesimi e del 45 centesimi.
La curva superiore della «S» presenta una piccola rottura che la spezza, non sempre visibile a causa dell'inchiostrazione, come nel 45 centesimi che deriva da questo cliché.
La voluta a «V» rovesciata inferiore destra della cornice dello stemma è lunga, alta ed appuntita. Alla sinistra di questa voluta è visibile una fogliolina che è completa e chiusa sulla punta.
Troviamo queste seconde due caratteristiche anche nel cliché del 45 centesimi che da questo deriva, ma non nel 30 centesimi del III Tipo.
           
Questo francobollo venne stampato su carta a mano. Nel gennaio 1851, per ragioni che non sono note, anche su carta  a mano che veniva costolata dopo la stampa.
Come per tutti i francobolli del Regno Lombardo Veneto, non si è in grado di conoscere quanti francobolli del 30 centesimi I Tipo siano stati stampati (oltretutto si tratta di un dato che veniva considerato un segreto di Stato). L'ing. Pietro Provera ha stimato che la tiratura complessiva del francobollo da 30 centesimi (I e III Tipo, sia su carta a mano che macchina) sia stata di circa 17.035.000 pezzi e si azzarda a quantificare in 4.197.424 quelli di questa tavola.
Il valore da 30 centesimi serviva per l'affrancatura delle lettere semplici di primo porto con destinazione verso una località posta ad una distanza compresa tra le 10 e le 20 leghe (tra 74,2 e 148,4 chilometri), delle lettere di doppio porto con una destinazione entro le 10 leghe (74,2 Km.) ovvero per assolvere la tassa di raccomandazione.
I colori con cui venne stampato questo francobollo (secondo il Catalogo Sassone 2014) sono, nell'ordine con cui li elenca:
- bruno
- bruno chiaro
- bruno scuro
- bruno grigiastro
- bruno rossastro
- bruno cupo
Cessò la sua validità il 31 dicembre 1858.
 
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Pagina aggiornata il 9 febbraio 2015