15 centesimi II Tipo
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15 centesimi, II Tipo, Tavola 2
carta a mano
15 centesimi, II Tipo, Tavola 3
carta a mano
 
I responsabili dell'Imperiale Regia Tipografia di Stato non dovettero essere molto soddisfatti della riuscita del francobollo da 15 centesimi: forse troppo spesso, a causa della scarsa qualità della lega tipografica usata, si verificavano rotture nei cliché che, inoltre, si consumavano velocemente; forse disturbava quella «K» rotta sulla scritta «KKPOST» che la faceva assomigliare ad una «F»; forse si erano esaurite le scorte dei cliché di riserva.
Fatto è che a fine autunno/inizio inverno del 1850 si pensò di rifare le matrici secondarie. Come stereotipo primario venne utilizzato uno del 10 centesimi dove lo «0» della cifra «10» venne sostituito con la cifra «5».
Probabilmente per il rifacimento del 15 centesimi fu utilizzata una matrice secondaria del 10 centesimi I Tipo, sottotipo a (quello cioè con la cifra «0» di «10» integra): infatti troveremo il sottotipo a del 10 centesimi sempre più raramente nelle tirature successive (ed è sconosciuta questa varietà nel III Tipo del 10 centesimi), forse perché le sostituzioni dei cliché nella tavola avvenirono esclusivamente con quelli del sottotipo b (con la cifra «0» di «10» rotta in alto).
Questi nuovi cliché del 15 centesimi II Tipo non furono tutti usati da subito: inizialmente servirono per allestire la Tavola 2 (la cosiddetta "tavola mista") rimpiazzando i vecchi cliché del I Tipo completamente usurati. Si valuta che nel dicembre 1850 fossero solo una quindicina i cliché del II Tipo ad essere inseriti in mezzo a quelli in buono stato del I Tipo: la prima data conosciuta per la Tavola 2 risulta essere il 28 dicembre 1850.
 
Questa coppia dimostra come nella Tavola 2 ("mista") coesistessero cliché del I Tipo (a sinistra) con quelli del II Tipo (a destra).
 
Riportiamo le principali caratteristiche del cliché del 15 centesimi II Tipo: possono risultare utili ad identificare, in casi dubbi, le falsificazioni e, soprattutto, a distinguere questo cliché da quelli del I e del III Tipo.
Derivando da un cliché del 10 centesimi, quasi tutte le caratteristiche sono quelle del 10 centesimi.
 
Come nel 10 centesimi, dal quale questo cliché deriva, la prima «E» di «CENTES» ha la grazia superiore della barretta centrale non completa.
Presenta inoltre un ingrossamento a sinistra nella parte inferiore della barra verticale.
La voluta a «V» rovesciata inferiore destra della cornice dello stemma è appuntita, lunga e alta. La fogliolina alla sua sinistra è completa e chiusa. La lettera «S» di «CENTES» termina in corrispondenza della punta della voluta a «V» del cartiglio con il valore. La voluta a «V» rovesciata inferiore destra del cartiglio con il valore è smussata e deformata da un ingrossamento, come un punto di colore, sulla destra.
Anche questo particolare è caratteristico del 10 centesimi I Tipo.
         
Come nel 10 centesimi, dal quale -ricordiamo- questo cliché deriva, sul bordo esterno in alto a destra dello stemma, è quasi sempre visibile un trattino di colore, vicino alla ghianda della quercia (tra la ghianda e la foglia).
Anche nel 10 centesimi questo difetto non è sempre visibile.
Le cifre «1» e «5» di «15» sono disallineate tra di loro e con la scritta «CENTES». La cifra «5», unita in alto alla linea del cartiglio, sembra come "appesa". Un punto di colore unisce la pallina inferiore della cifra «5» al tratto verticale superiore. La linea orizzontale di base della «1» è più corta a sinistra. Dopo la parola «KKPOST» è spesso visibile un puntino di colore (anche nel 10 centesimi questo difetto non è sempre visibile).
           
Nel sottotipo a, la seconda «E» di «CENTES», come nel 10 centesimi dal quale deriva, risulta rotta nel trattino inferiore, tanto da ridurlo ad un triangolino. Nel sottotipo b, la seconda «E» di «CENTES» risulta integra a seguito di una riparazione (o sostituzione del carattere).
Il cliché del II Tipo si suddivide in due sottotipi: sottotipo a e sottotipo b.
Infatti alla metà del 1851 fu deciso di porre rimedio alla bruttura costituita dalla seconda «E» di «CENTES» presente nei cliché che venivano utilizzati per la Tavola 2.
Venne così riparata la «E» difettosa (o forse sostituito il carattere), dando origine al sottotipo b.
Con questi nuovi cliché, assieme a quelli ancora in buono stato del sottotipo a, venne allestita la Tavola 3 che si conosce usata per la prima volta il 14 luglio 1851.
Se non siamo in grado di dire quanti francobolli del 15 centesimi II Tipo siano stati stampati (era un'informazione che veniva considerata un segreto di Stato) possiamo tuttavia ipotizzare che del 15 centesimi, il francobollo più usato nel Regno Lombardo Veneto, tra I, II e III Tipo, sia su carta a mano che su carta a macchina, siano stati stampati circa 25.800.000 esemplari.
L'ing. Stritzl calcolò che potrebbero essere stati stampati con la Tavola 2 (comprendente quindi anche francobolli del I Tipo) circa 4.000.000 di francobolli. Secondo l'ing. Pietro Provera furono circa 1.150.000, ma potrebbe essere che l'ing. Provera nei suoi calcoli abbia tenuto conto solo di quelli del II Tipo, sottotipo a. Sempre secondo l'ing. Provera sarebbero stati circa 2.400.000 i francobolli ricavati dalla Tavola 3.
Tutti i 15 centesimi del II Tipo furono stampati su carta a mano.
Una parte della tiratura della Tavola 2 fu sottoposta al processo di costolatura: abbiamo pertanto francobolli costolati da 15 centesimi, tanto del I Tipo quanto del II Tipo.
I francobolli del II Tipo, sottotipo a, tavola 2, stampati assieme a quelli del I Tipo, sono distinguibili per il colore vermiglio con diverse sfumature.
I francobolli del II Tipo, sottotipi a e o b, Tavola 3, sono distinguibili per una componente di rosa nel colore.
I colori codificati dal Catalogo Sassone 2014 sono, nell'ordine:
Tavola 2
- rosso vermiglio
- rosso vermiglio chiaro
- rosso vermiglio intenso
- rosso carminio scuro
Tavola 3
- rosa
- rosa carminio
- rosa carminio intenso
- rosa carnicino
Il valore da 15 centesimi serviva per l'affrancatura delle lettere semplici di primo porto con destinazione entro le 10 leghe (Km. 74,2).
Cessò la sua validità il 31 dicembre 1858
 
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Pagina aggiornata il 21 dicembre 2014